(String: <span id="hs_cos_wrapper_post_body" class="hs_cos_wrapper hs_cos_wrapper_meta_field hs_cos_wrapper_type_rich_text" style="" data-hs-cos-general-type="meta_field" data-hs-cos-type="rich_text" ><p style="text-align: left;"><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Grande emozione per i tedofori selezionati. Identità e partecipazione: l’intera comunità si riflette nei Cinque Cerchi</span><br><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent;"></span></p>
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<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: 300;">Livigno, 30 gennaio 2026 - Quando la Fiamma Olimpica ha fatto il suo ingresso a Livigno, nel tardo pomeriggio, è apparso subito chiaro che non si trattava soltanto di un passaggio simbolico, ma di un momento capace di </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">restituire l’identità più autentica della località</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: 300;">. Un’intera comunità si è riconosciuta in quella luce viva, accompagnata dal passo dei trenta tedofori scelti per rappresentare il legame profondo tra sport, persone e territorio.</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;"></span></p>
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<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">La staffetta ha raggiunto il Passo d’Eira e Trepalle, abbracciando tutto il territorio, accompagnata dal Corpo Musicale di Livigno. Qui la Fiamma è stata spostata in motoslitta fino all’iconico aereo militare di Mottolino, dove ha potuto proseguire il viaggio in parapendio, offrendo scatti di puro spettacolo fino all’atterraggio presso il </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Livigno Snow Park</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">. Questo potente simbolo ha attraversato il paese come un racconto collettivo, fatto di sguardi, applausi e silenzi carichi di significato, fino a raggiungere il </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Fan Village </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">in zona Isola, cuore pulsante della celebrazione. Qui, il pomeriggio si è aperto con un momento di narrazione e memoria, attraverso immagini e contenuti dedicati alla </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Fiamma Olimpica </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">e al suo significato nel cammino verso i </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Giochi Olimpici Invernali</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">. A seguire, i saluti istituzionali hanno sottolineato il valore condiviso dell’evento, ricordando come a Livigno lo sport sia parte integrante della vita quotidiana e del sentire comune.</span></p>
<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">Con il calare della sera, l’atmosfera si è fatta sempre più intensa. La musica e la partecipazione del pubblico hanno accompagnato l’attesa fino all’arrivo dell’ultimo tedoforo, accolto da una piazza raccolta e profondamente coinvolta. Un istante sospeso, denso di emozione, culminato nello </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">spettacolo pirotecnico </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">che ha illuminato il cielo di Livigno, suggellando una giornata destinata a lasciare un segno duraturo.</span></p>
<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">Il cuore simbolico dell’evento è stato il volto umano della staffetta. Trenta storie diverse, unite da una visione comune: quella di uno </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">sport inteso come strumento di educazione</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, inclusione e benessere.</span><br><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">Tra i tedofori, tre figure emblematiche della comunità livignasca: </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Clemente Silvestri</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, che da anni interpreta lo sport come linguaggio educativo; </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Mario Melazzini</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, che vive la montagna come spazio di salute e armonia; </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">Giovanbattista Ceresa</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, medico e sportivo, riferimento per una comunità che riconosce nel movimento uno stile di vita. Insieme, hanno incarnato il senso più profondo della staffetta olimpica: condividere un bene prezioso affinché diventi patrimonio di tutti.</span></p>
<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">La giornata del 30 gennaio è stata molto più di un evento celebrativo: è stata una dichiarazione d’identità. Livigno ha mostrato, ancora una volta, di essere </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">una comunità che vive di sport 365 giorni all’anno</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, che crede nella sua forza come strumento di coesione sociale e che ha costruito, nel tempo, un contesto capace di accogliere tanto i grandi campioni quanto le storie quotidiane di chi la montagna la abita e la custodisce. E in questo contesto, il passaggio della Fiamma Olimpica brilla come il suggello di un percorso iniziato decine di anni fa, generazione dopo generazione.</span></p>
<p><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">Ora, con la Fiamma Olimpica che ha lasciato il paese, resta un’energia nuova e tangibile. Un sentimento condiviso che accompagnerà Livigno in questi ultimi giorni di avvicinamento ai Giochi, quando queste stesse montagne diventeranno teatro delle competizioni di </span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif; font-weight: bold;">freestyle e snowboard</span><span style="font-family: Livigno, Arial, sans-serif;">, e ricordo indelebile per tutti coloro che vivranno l’esperienza, in pista e fuori. Perché se la Fiamma prosegue il suo percorso, in direzione Stadio San Siro, lo spirito olimpico qui ha messo radici. E a Livigno, da oggi, brucia più vivo che mai </span></p>{{ include_custom_fonts({"Livigno":["Regular","Medium","Light","Bold Italic","Bold","Black","Thin","Medium Italic"]}) }}</span>)
Grande emozione per i tedofori selezionati. Identità e partecipazione: l’intera comunità si riflette nei Cinque Cerchi
Livigno, 30 gennaio 2026 - Quando la Fiamma Olimpica ha fatto il suo ingresso a Livigno, nel tardo pomeriggio, è apparso subito chiaro che non si trattava soltanto di un passaggio simbolico, ma di un momento capace di restituire l’identità più autentica della località. Un’intera comunità si è riconosciuta in quella luce viva, accompagnata dal passo dei trenta tedofori scelti per rappresentare il legame profondo tra sport, persone e territorio.
La staffetta ha raggiunto il Passo d’Eira e Trepalle, abbracciando tutto il territorio, accompagnata dal Corpo Musicale di Livigno. Qui la Fiamma è stata spostata in motoslitta fino all’iconico aereo militare di Mottolino, dove ha potuto proseguire il viaggio in parapendio, offrendo scatti di puro spettacolo fino all’atterraggio presso il Livigno Snow Park. Questo potente simbolo ha attraversato il paese come un racconto collettivo, fatto di sguardi, applausi e silenzi carichi di significato, fino a raggiungere il Fan Village in zona Isola, cuore pulsante della celebrazione. Qui, il pomeriggio si è aperto con un momento di narrazione e memoria, attraverso immagini e contenuti dedicati alla Fiamma Olimpica e al suo significato nel cammino verso i Giochi Olimpici Invernali. A seguire, i saluti istituzionali hanno sottolineato il valore condiviso dell’evento, ricordando come a Livigno lo sport sia parte integrante della vita quotidiana e del sentire comune.
Con il calare della sera, l’atmosfera si è fatta sempre più intensa. La musica e la partecipazione del pubblico hanno accompagnato l’attesa fino all’arrivo dell’ultimo tedoforo, accolto da una piazza raccolta e profondamente coinvolta. Un istante sospeso, denso di emozione, culminato nello spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Livigno, suggellando una giornata destinata a lasciare un segno duraturo.
Il cuore simbolico dell’evento è stato il volto umano della staffetta. Trenta storie diverse, unite da una visione comune: quella di uno sport inteso come strumento di educazione, inclusione e benessere.
Tra i tedofori, tre figure emblematiche della comunità livignasca: Clemente Silvestri, che da anni interpreta lo sport come linguaggio educativo; Mario Melazzini, che vive la montagna come spazio di salute e armonia; Giovanbattista Ceresa, medico e sportivo, riferimento per una comunità che riconosce nel movimento uno stile di vita. Insieme, hanno incarnato il senso più profondo della staffetta olimpica: condividere un bene prezioso affinché diventi patrimonio di tutti.
La giornata del 30 gennaio è stata molto più di un evento celebrativo: è stata una dichiarazione d’identità. Livigno ha mostrato, ancora una volta, di essere una comunità che vive di sport 365 giorni all’anno, che crede nella sua forza come strumento di coesione sociale e che ha costruito, nel tempo, un contesto capace di accogliere tanto i grandi campioni quanto le storie quotidiane di chi la montagna la abita e la custodisce. E in questo contesto, il passaggio della Fiamma Olimpica brilla come il suggello di un percorso iniziato decine di anni fa, generazione dopo generazione.
Ora, con la Fiamma Olimpica che ha lasciato il paese, resta un’energia nuova e tangibile. Un sentimento condiviso che accompagnerà Livigno in questi ultimi giorni di avvicinamento ai Giochi, quando queste stesse montagne diventeranno teatro delle competizioni di freestyle e snowboard, e ricordo indelebile per tutti coloro che vivranno l’esperienza, in pista e fuori. Perché se la Fiamma prosegue il suo percorso, in direzione Stadio San Siro, lo spirito olimpico qui ha messo radici. E a Livigno, da oggi, brucia più vivo che mai