Inverno
Estate

PICNIC A LIVIGNO? CON LA FAMIGLIA E PRODOTTI A KM0

15/09/2023

(String: {%- set hs_blog_post_body -%} {%- set in_blog_post_body = true -%} <span id="hs_cos_wrapper_post_body" class="hs_cos_wrapper hs_cos_wrapper_meta_field hs_cos_wrapper_type_rich_text" style="" data-hs-cos-general-type="meta_field" data-hs-cos-type="rich_text" ><p style="text-align: left;">Le ultime giornate estive vanno vissute appieno, soddisfacendo la voglia di stare all’aperto insieme a famiglia e amici e godendosi gli ultimi momenti di relax prima di tornare alla routine quotidiana della città. Quindi perché non fare il pieno di natura? Livigno è il luogo ideale con i suoi meravigliosi paesaggi naturalistici che sono una bellissima vista per gli occhi e, soprattutto, rigenerano corpo e anima.&nbsp;</p> <!--more--> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Quindi perché non fare il pieno di natura? Livigno è il luogo ideale con i suoi meravigliosi paesaggi naturalistici che<br>sono una bellissima vista per gli occhi e, soprattutto, rigenerano corpo e anima. Con <span style="font-weight: bold;">oltre 1.500km di percorsi</span>, la vasta <span style="font-weight: bold;">rete sentieristica</span> del Piccolo Tibet è adatta a tutti, anche alle famiglie con bambini che potranno scegliere i sentieri che portano alle malghe o ad immensi prati attrezzati con aree picnic dove<br>poter trascorrere il pomeriggio tutti insieme, facendosi cullare dai rumori della natura. Oppure ci si può avventurare<br>sui percorsi che portano ad uno dei cinque<span style="font-weight: bold;"> baitél</span> del territorio: il Baitél da la Bles, il Baitèl dal Canton, il Baitél da<br>Palsgianet, il Baitél dal Monton da Lal e il Baitél di Sctaur sono delle piccole baite ristrutturate e curate dalla comunità che possono essere utilizzate come luogo di sosta, sia di giorno che di notte, con all’interno una piccola cucina a legna, un tavolo e posti per dormire.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Una volta arrivati a destinazione, passo dopo passo, è tempo di ricaricare le energie con un buon pranzo. E qual è la soluzione migliore? <span style="font-weight: bold;">Un picnic a base di alimenti genuini e di alta qualità a km0</span> – reperibili nei numerosi <span style="font-weight: bold;">negozi alimentari, panetterie e pasticcerie</span> presenti nella località –, in grado di soddisfare i palati di grandi e piccini che scopriranno<span style="font-weight: bold;"> i sapori tradizionali</span> mentre vengono accarezzati dall’aria fresca dell’altura e immersi nel verde rigoglioso della natura del luogo.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Per chi preferisce i sapori salati, la soluzione perfetta è un sandwich a base di: <span style="font-weight: bold;">pan da carcént</span>, pane a ciambella della<br>tradizione livignasca a base di “pásola”, ovvero rape bianche essiccate che vengono unite all’impasto cotte e macinate; <span style="font-weight: bold;">il formaggio “Latteria”</span>, ottenuto dalla lavorazione di latte crudo intero con un gusto leggermente burroso, che viene prodotto dalla Latteria di Livigno, una cooperativa nata dall’unione di piccoli produttori di latte locali con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dell’ambiente montano e della sua economia; ed infine la <span style="font-weight: bold;">marmeléda da cheluda</span>, realizzata con i mirtilli rossi – che maturano verso la fine dell’estate e più sono ricoperti di brina e più sono gustosi – caratterizzati da un sapore dolce ma dal retrogusto acidulo, che si abbina perfettamente ai formaggi. Per chi desidera aggiungere un ingrediente dal sapore intenso, l’abbinamento ideale è con la “bondiola”, la versione livignasca della coppa, un salume di maiale gustoso e speziato arricchito dai profumi intensi del vino rosso di Valtellina.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Per gli amanti degli snack dolci, invece, può acquistare il <span style="font-weight: bold;">pan da cól</span> – che in dialetto locale significa colostro, ingrediente con cui viene arricchito il pane, assieme all’uva passa, che ottiene così un sapore dolce – da abbinare al <span style="font-weight: bold;">burro d’alpeggio</span>, realizzato a km0 negli alpeggi che si trovano nelle montagne circostanti (acquistabile direttamente anche dal produttore), e la <span style="font-weight: bold;">marmellata di mirtilli</span>, prelibato frutto di bosco per antonomasia che in dialetto livignasco viene chiamato “baga”.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Di entrambe le proposte, i due veri protagonisti sono il pan da carcént e il pan da cól, due tipi di pane che <span style="font-weight: bold;">raccontano</span><br><span style="font-weight: bold;">le origini e la storia di Livigno</span>: moltissimi anni fa, infatti, quando il Piccolo Tibet era un comune quasi isolato <span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">–</span> soprattutto durante i rigidi inverni –, la farina era un ingrediente pressoché irreperibile e quindi veniva acquistata o scambiata con altri prodotti, come quelli caseari. Viste le quantità ridotte disponibili, i contradaioli scelsero di arricchire i prodotti panificati con altri ingredienti disponibili già sul territorio, tra cui le “pásole” – ovvero le rape bianche, gli unici ortaggi che crescevano negli orti di Livigno e Trepalle nonostante il clima gelido – e il colostro (il primo latte della mucca dopo il parto) e l’uva passa, per rendere il pane più nutriente e voluminoso e quindi averne di più a disposizione</span><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Per mantenere e valorizzare le proprie tradizioni, i panifici locali continuano a proporre questi due panificati – in cui<br>aggiungono percentuali ridotte di rapa e colostro rispetto al passato – che possono essere trovati anche nei corner del progetto <span style="font-weight: bold;">TAS’T – Livigno Native Food</span>, presenti in alcuni alberghi e appartamenti, dove poter assaggiare alimenti 100% made in Livigno, realizzati da produttori locali con materie prime di alta qualità e a km0 oppure completamente italiane.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Inoltre, per avere un ricordo di gusto anche una volta rientrati a casa dal soggiorno nel Piccolo Tibet, è possibile riprodurre le due marmellate nella propria cucina: per la <span style="font-weight: bold;">marmeléda da cheluda</span> sono necessari <span style="font-weight: bold;">1000gr di mirtilli rossi</span>, da lavare velocemente e poi disporre in una casseruola insieme a <span style="font-weight: bold;">700gr di zucchero</span> e far sobbollire per circa un’ora; per la <span style="font-weight: bold;">marmeléda da baga</span>, invece, servono <span style="font-weight: bold;">1000gr di mirtilli </span>che, dopo essere lavati velocemente, vengono disposti in una casseruola con <span style="font-weight: bold;">600gr di zucchero</span> e vengono fatti cuocere per circa 20 minuti.<br>Una volta pronte le due confetture, sterilizzare i vasi di vetro e i coperchi in acqua bollente per cinque minuti, poi riempire con la marmellata ancora calda. Chiudere ermeticamente e lasciare raffreddare i vasi capovolti per tutta la notte in un luogo fresco e asciutto.</span></p> <p><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);">Queste due ricette sono disponibili anche nel <span style="font-weight: bold;">libro bilingue “Leina da Saor”</span>, creato dall’Associazione Cuochi e Pasticceri di Livigno ed edito da Mondadori, che ha coinvolto la comunità livignasca nel recupero di ricette ed ingredienti della tradizione: al suo interno sono presenti 100 ricette tradizionali, 37 rivisitate e oltre 250 fotografie.</span><span style="font-size: 1.7rem; letter-spacing: 0.015rem; background-color: transparent; color: var(--bs-body-color); font-family: var(--bs-body-font-family); font-weight: var(--bs-body-font-weight); text-align: var(--bs-body-text-align);"></span></p></span> {%- endset -%} {%- set hs_blog_post_summary -%} <p style="text-align: left;">Le ultime giornate estive vanno vissute appieno, soddisfacendo la voglia di stare all’aperto insieme a famiglia e amici e godendosi gli ultimi momenti di relax prima di tornare alla routine quotidiana della città. Quindi perché non fare il pieno di natura? Livigno è il luogo ideale con i suoi meravigliosi paesaggi naturalistici che sono una bellissima vista per gli occhi e, soprattutto, rigenerano corpo e anima.&nbsp;</p> {%- endset -%} {%- blog_post_data_wall_wrapper body={{hs_blog_post_body}}, summary={{hs_blog_post_summary}} %})

Le ultime giornate estive vanno vissute appieno, soddisfacendo la voglia di stare all’aperto insieme a famiglia e amici e godendosi gli ultimi momenti di relax prima di tornare alla routine quotidiana della città. Quindi perché non fare il pieno di natura? Livigno è il luogo ideale con i suoi meravigliosi paesaggi naturalistici che sono una bellissima vista per gli occhi e, soprattutto, rigenerano corpo e anima. 

Quindi perché non fare il pieno di natura? Livigno è il luogo ideale con i suoi meravigliosi paesaggi naturalistici che
sono una bellissima vista per gli occhi e, soprattutto, rigenerano corpo e anima. Con oltre 1.500km di percorsi, la vasta rete sentieristica del Piccolo Tibet è adatta a tutti, anche alle famiglie con bambini che potranno scegliere i sentieri che portano alle malghe o ad immensi prati attrezzati con aree picnic dove
poter trascorrere il pomeriggio tutti insieme, facendosi cullare dai rumori della natura. Oppure ci si può avventurare
sui percorsi che portano ad uno dei cinque baitél del territorio: il Baitél da la Bles, il Baitèl dal Canton, il Baitél da
Palsgianet, il Baitél dal Monton da Lal e il Baitél di Sctaur sono delle piccole baite ristrutturate e curate dalla comunità che possono essere utilizzate come luogo di sosta, sia di giorno che di notte, con all’interno una piccola cucina a legna, un tavolo e posti per dormire.

Una volta arrivati a destinazione, passo dopo passo, è tempo di ricaricare le energie con un buon pranzo. E qual è la soluzione migliore? Un picnic a base di alimenti genuini e di alta qualità a km0 – reperibili nei numerosi negozi alimentari, panetterie e pasticcerie presenti nella località –, in grado di soddisfare i palati di grandi e piccini che scopriranno i sapori tradizionali mentre vengono accarezzati dall’aria fresca dell’altura e immersi nel verde rigoglioso della natura del luogo.

Per chi preferisce i sapori salati, la soluzione perfetta è un sandwich a base di: pan da carcént, pane a ciambella della
tradizione livignasca a base di “pásola”, ovvero rape bianche essiccate che vengono unite all’impasto cotte e macinate; il formaggio “Latteria”, ottenuto dalla lavorazione di latte crudo intero con un gusto leggermente burroso, che viene prodotto dalla Latteria di Livigno, una cooperativa nata dall’unione di piccoli produttori di latte locali con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dell’ambiente montano e della sua economia; ed infine la marmeléda da cheluda, realizzata con i mirtilli rossi – che maturano verso la fine dell’estate e più sono ricoperti di brina e più sono gustosi – caratterizzati da un sapore dolce ma dal retrogusto acidulo, che si abbina perfettamente ai formaggi. Per chi desidera aggiungere un ingrediente dal sapore intenso, l’abbinamento ideale è con la “bondiola”, la versione livignasca della coppa, un salume di maiale gustoso e speziato arricchito dai profumi intensi del vino rosso di Valtellina.

Per gli amanti degli snack dolci, invece, può acquistare il pan da cól – che in dialetto locale significa colostro, ingrediente con cui viene arricchito il pane, assieme all’uva passa, che ottiene così un sapore dolce – da abbinare al burro d’alpeggio, realizzato a km0 negli alpeggi che si trovano nelle montagne circostanti (acquistabile direttamente anche dal produttore), e la marmellata di mirtilli, prelibato frutto di bosco per antonomasia che in dialetto livignasco viene chiamato “baga”.

Di entrambe le proposte, i due veri protagonisti sono il pan da carcént e il pan da cól, due tipi di pane che raccontano
le origini e la storia di Livigno: moltissimi anni fa, infatti, quando il Piccolo Tibet era un comune quasi isolato soprattutto durante i rigidi inverni –, la farina era un ingrediente pressoché irreperibile e quindi veniva acquistata o scambiata con altri prodotti, come quelli caseari. Viste le quantità ridotte disponibili, i contradaioli scelsero di arricchire i prodotti panificati con altri ingredienti disponibili già sul territorio, tra cui le “pásole” – ovvero le rape bianche, gli unici ortaggi che crescevano negli orti di Livigno e Trepalle nonostante il clima gelido – e il colostro (il primo latte della mucca dopo il parto) e l’uva passa, per rendere il pane più nutriente e voluminoso e quindi averne di più a disposizione
.

Per mantenere e valorizzare le proprie tradizioni, i panifici locali continuano a proporre questi due panificati – in cui
aggiungono percentuali ridotte di rapa e colostro rispetto al passato – che possono essere trovati anche nei corner del progetto TAS’T – Livigno Native Food, presenti in alcuni alberghi e appartamenti, dove poter assaggiare alimenti 100% made in Livigno, realizzati da produttori locali con materie prime di alta qualità e a km0 oppure completamente italiane.

Inoltre, per avere un ricordo di gusto anche una volta rientrati a casa dal soggiorno nel Piccolo Tibet, è possibile riprodurre le due marmellate nella propria cucina: per la marmeléda da cheluda sono necessari 1000gr di mirtilli rossi, da lavare velocemente e poi disporre in una casseruola insieme a 700gr di zucchero e far sobbollire per circa un’ora; per la marmeléda da baga, invece, servono 1000gr di mirtilli che, dopo essere lavati velocemente, vengono disposti in una casseruola con 600gr di zucchero e vengono fatti cuocere per circa 20 minuti.
Una volta pronte le due confetture, sterilizzare i vasi di vetro e i coperchi in acqua bollente per cinque minuti, poi riempire con la marmellata ancora calda. Chiudere ermeticamente e lasciare raffreddare i vasi capovolti per tutta la notte in un luogo fresco e asciutto.

Queste due ricette sono disponibili anche nel libro bilingue “Leina da Saor”, creato dall’Associazione Cuochi e Pasticceri di Livigno ed edito da Mondadori, che ha coinvolto la comunità livignasca nel recupero di ricette ed ingredienti della tradizione: al suo interno sono presenti 100 ricette tradizionali, 37 rivisitate e oltre 250 fotografie.

Rimani aggiornato su offerte e idee di vacanza!

Iscriviti alla nostra newsletter

Accetto di ricevere la newsletter di APT Livigno. Puoi annullare l'iscrizione a queste comunicazioni in qualsiasi momento. Leggi la nostra informativa sulla privacy.

* Campo obbligatorio
BLOG_POST

Dormire a Livigno

Scopri i nostri Hotel e gli Appartamenti, dentro ci trovi tutto per una vacanza indimenticabile.

calendar-icon
Arrivo
calendar-icon
Partenza
icon
Soluzioni
Vedi tutti
star star star

Hotel Daniela

Via Plan, 21g
star star star star

Hotel Amerikan

Via Florin, 77
star star star

Hotel Helvetia

Via Plan, 415
star star

Hotel Croce Bianca

Via Pontiglia, 151
star star star

Hotel Compagnoni

Plaza Dal Comun, 3
star star

Hotel Baita della Luna

Via Pontiglia, 287
star

Chalet Mokino

Via Ostaria 380
star star star

Chalet Martina

via Florin 670
star star star

Appartamenti Guana

via Sant'Antoni 117
star star star

Baita Confortola - Margherita

Via Rin, 379/d
star star star

Le Cascate

Via Florin, 577a/b
star star star

Baita Mattia

Via della Corta 455